Parliamo ai nostri bambini, senza influsso di Ned!

Sofia diceva sempre Gu-Gu-Gu. Il suo primo tentativo da adulta nel cominciare a parlare. I bambini balbettano per divertirsi e noi genitori ci commuoviamo ad ogni prima loro sillaba. Ma una curiosità che conoscono solo i ricercatori è che le prime articolazioni del linguaggio escono dalla parte destra della bocca, la quale è la parte del lobo sinistro del cervello, l’emisfero del linguaggio. Mentre quando sorridono, sembra che usino solo la parte sinistra, cioè la parte che controlla le emozioni. Ma rinunciate a farci caso a meno che non abbiate conseguito un dottorato in linguistica, non noterete nessuna smorfia pendere da nessun lato!

Però ci sono tanti tipi di linguaggio a cui, noi genitori dovremmo adottare per le prime e future chiacchierate con l’amore di mamma e papà.

Il primo in assoluto, e lo ripetono tutti e tutti e tutti e tutti sempre, è di descrivere al bambino le azioni che si compiono. Non bere nemmeno un bicchiere d’acqua se prima non gli spiegate che bisogna aprire il tappo, versare l’acqua dalla bottiglia nel bicchiere, richiudere la bottiglia e quando si finisce di bere esclamare “AHHH, ”

Questo include il porgli tante domande tipo “cosa vuoi per cena? Polpette o spinaci? L’importante è fare una pausa, come per aspettare una risposta per poi dire “ Spinaci! Prima o poi vostro figlio risponderà – ma penso scelga le polpette stavolta!

Bisogna ad ogni modo lasciarlo borbottare da solo, lasciandogli spazio.

Non usare i pronomi ma quando vi riferite a voi stesse usate dire << ora mamma cambia il pannolino a Francesco>>… Io ormai  riferisco a me stessa in terza persona, con chiunque io parli!

Bisogna parlare delle cose che lui vede e che prova in quel momento presente perchè non capisce il concetto del tempo (beato lui)…Imitatelo quando il piccolo fa un suono, si sentirà importante e lo ripeterà a sua volta, fino a quando non ne avrà piu’ voglia e allora sarà quello il momento in cui si dovrà riposare: chiacchierare è faticoso!!

Non meno importante, anzi è quello di cantare una canzoncina o una filastrocca, meglio ancora se accompagnata da gesti o smorfie divertenti, il bambino parteciperà attivamente e avrà una sua preferita che voi canterete milioni di volte… Volete sapere quale mia figlia mi obbliga ripetere miliardi di volte al giorno e ovunque? I watussi.

Infine una mia considerazione super personale. Odio chi si rivolge a mia figlia come se fosse posseduto da Ned Flanders, che le parla con parole che finiscono per ello, ina, in un modo infantile ricchi di vezzeggiativi. Va bene giocarci ma preferirei  facessero il contrario. Ossia, intavolare una  conversazione normale, e  infilarci qua e là qualche “ma ciaooooooooo piccolina amorina ciuciuciu lalalla piripi” . Chiedo troppo?

Infine una curiosità sul tono di voce. Sono pochi i bimbi che preferiscono la voce bassa. Ecco perchè la voce delle donne attrae di più l’attenzione dei più piccoli poiché è naturalmente più alta di quella maschile. Sperimentatelo anche voi, per vedere quale attira più il vostro. Cercate di alzare la voce di un’ottava quando parlate con vostro figlio e osservate la sua reazione.

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