Mamma, nonna e il mio maledetto nome

Questa è la storia di una ragazza. Si chiama Eleonora, come la sua nonna paterna. Peccato che la madre, l’abbia sempre chiamata con nomignoli. Odiava sua socera, nominata SIGNORA, di conseguenza odiava il suo nome. Ma per usanza e volere supremo del marito, Gina, la mamma, ha dovuto cedere al volere del rinnovo forzato del nome, firmando all’anagrafe sua figlia, con il nome della suocera :Eleonora G.

Eleonora non si sentiva accettata dalla mamma. Sentiva di portare con sé il fardello dell’odio, del rancore di due donne, che si contendevano una bambina. Il suo nome e il suo affetto forse.

Soffriva la freddezza della madre e la preferenza che nutriva nei confronti della sorella minore: Annachiara. Nome scelto e voluto da Gina.

Eleonora, sapeva di essere amata dalla madre, non poteva credere altrimenti, ma questo nome pesava piu’ di un macigno. Ad ogni corcostanza e soprattutto feste in famiglia, la situazione era la stessa: tutti la chiamavano per nome tranne la mamma che le dava nomignoli come la STREGA, la NANA e poche e rare volte, in presenza di estranei NORA. Questa rivalità tre le due matriarca, non finì mai. Anche quando Eleonora senior, purtroppo morì a causa di una lunga e dolorosa malattia, Gina non riuscì a cacciare una lacrima né avere un momento di tenerezza. Il giorno del matrimonio della sua primogenita, << AUGURI STREGA>> fino ad arrivare al giorno della notizia più bella che una nonna possa ricevere. Eleonora era incinta e aspettava una bambina. Il genero di Gina, non hai mai imposto niente alla moglie, né teneva particolarmente alle usanze. Quando arrivò il momento di scegliere il nome di battesimo per la creatura in arrivo, il marito sapendo la sofferenza che pativa Eleonora, le diede carta bianca.

Ed eccoci qui. Il cerchio si chiude, il Karma compie il suo dovere. Gina si aspettava una rivalsa, vuole che la nipote porti il suo nome. Eleonora doveva roinnovare il nome di sua madre anche dopo la freddezza ricevuta da anni ingiustamente dovuta ad una diatriba tra adulti?

Ebbene Eleonora all’inizio acconsentì.Finalmente aveva visto negli occhi della madre, , affetto ammirazione gratitudine e orgoglio che mai le aveva visto in volto. Ma il giorno del parto, il giorno in cui ha incontrato gli occhi della sua bambina, stretto le manine fredde e odorato il profumo della sua pelle, ha realizzato che l’amore tra mamma e figlia non può dipendere da un nome. Orgoglio o chissà cosa, in quel momento Eleonora presentò a tutti sua figlia con il nome di Gioia.

Ora Eleonora vive con suo marito e i suoi due figli: Gioia e Sara. Entrambe non hanno mai conosciuto la nonna Gina, che si rifiutò di parlare con la figlia dopo, a detta sua, “il torto subito”.

Per la privacy, sono stati usati nomi di fantasia.

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