Intervista all’autore: Daniele Amitrano

Con oltre 1000 copie, “Figli dello stesso Fango”, libro ambientato tra Scauri e Formia, il suo autore Daniele Amitrano, ha creato un romanzo travolgente da leggere tutto d’un fiato. La sua penna scorrevole, affronta delicatamente, argomenti a tratti drammatici che vedono come protagonisti adolescenti alle prese con primi amori, gelosie, la droga e la scalata sociale. Le 292 pagine saranno un flashback per gli adulti che ritornano con la mente, indietro nel tempo, ripercorrendo vecchie strade emozionali, con un pizzico di nostalgia per il passato. Per i ragazzi che si affacciano all’adolescenza, il romanzo è un vero e proprio manuale d’uso, in cui possono rispecchiarsi e magari cogliere qualche consiglio prezioso.

SPESSO LE VERITA’ CHE CERCHIAMO SONO DENTRO DI NOI, BISOGNA SOLO AVERE IL CORAGGIO DI SCOPRIRE SE STESSI”

– Quanto c’è di Daniele Amitrano, in Andrea Amato, il protagonista del tuo libro?

Qualcosa c’è. Il motivo è che ho preso spunto da persone realmente esistite per delineare i personaggi, al fine di renderli più realistici che mai. Alcuni escono dall’unione di tratti fisici e caratteriali di più persone. Andrea ha qualcosa di me a livello caratteriale, molto a livello fisico.

STO IMPAZZENDO DI GELOSIA, MA DA QUALCHE PARTE HO LETTO CHE CHI E’ MATURO RISPETTA LA LIBERTA’ DELL’ALTRO, NON DIVENTA POSSESSIVO E NON SI FA COMANDARE DALLA GELOSIA” Dopo i fatti di cronaca accaduti recentemente, avresti voluto approfondire di piu’ questo argomento, la gelosia, attraverso il personaggio principale, Andrea Amato, che vive nella paura di vedersi sottratta la sua prima cotta amorosa estiva?

Ci sarebbero molti temi sociali da approfondire e che vengono in mente durante la stesura o la revisione del testo. Ma ciò renderebbe meno fluida la narrazione. Riguardo al tema, io direi che la gelosia è uno degli effetti dell’amore ma anche dell’odio. Ed è un sentimento naturale e istintivo. Se delimitato entro certi confini anche bello e romantico. Diverse sono le reazioni inconsulte e spropositate che vengono catalogate come conseguenza della gelosia. Io penso che sia una scusante o comunque una causa secondaria. Chi agisce con violenza nei confronti della persona che ama prova un forte istinto di sopraffazione e prevaricazione dell’altro, di possessione. Quella è la vera causa, non la gelosia secondo me. Bisogna educare le persone ad essere libere ma anche a delimitare i confini della propria libertà, e questi sono quando la propria libertà intacca quella altrui.

Citi molti cantanti, tra cui il napoletano Gigi D’Alessio. E’ un puro caso o hai voluto inserire propositamente una nota partenopea, per accentuare il fatto che essendo Scauri come Formia, località balneari in cui è ambientato il racconto, i primi paesi confinanti con la Campania, sono meta fissa estiva, da parte dei turisti napoletani?

Anche in questo ho cercato di essere il più realistico possibile. Non ho pensato alla provenienza dei turisti che vengono nel sud pontino. Ho semplicemente riprodotto le canzoni e i cantanti più trasmessi dalle radio a fine anni novanta. Uno di questi era sicuramente Gigi D’Alessio. Tra l’altro mi sembra che sia l’unico cantante napoletano citato. Semmai nella descrizione del linguaggio, dei comportamenti e delle abitudini dei personaggi, potrebbe trasparire la “napoletaneita’” (consentitemi il termine) della nostra terra, appartenuta per secoli al Regno delle due Sicilie e solo in seguito alla bonifica dell’Agro Pontino al Lazio, quindi dagli anni Trenta dello scorso secolo.

E’ TROPPO MONOTONA E INSULSA FORMIA IN CONFRONTO A CIO’ CHE OFFRE LA CAPITALE” Questa frase, non deve essere presa in considerazione come offesa per la città di Formia, ma analizzata come uno stereotipo pensiero che riecheggia nei giovani di oggi, che pensando al loro futuro, sentono di dover abbandonare il loro luogo natio per cercare fortuna altrove. Dal canto tuo, c’e’ qualcosa che vorresti venisse fatto, nel tuo paese, per far si che questa convinzione cambi?

Purtroppo a volte è una necessità quella di lasciare la propria terra e per un giovane la città offre molte opportunità in più rispetto al piccolo centro, sia ricreative che socio-culturali e lavorative. Però la provincia è meno caotica e più a misura d’uomo. C’è sempre da migliorare ma credo anche che, il mio paese, oggi sia di gran lunga meglio di quello in cui ho vissuto negli anni ottanta e novanta. Offre molte più opportunità e si preparano molte piu’ attività socio-culturali, la città è piu’ pulita e ordinata. Il lungomare è meraviglioso e sempre vissuto. Quando io ero ragazzo, l’ inverno era deserto, con corse d’auto a tutta velocità, non c’erano i parcheggi con le strisce blu ed era davvero territorio di nessuno, o meglio di tossici e spacciatori. C’era solo un bar aperto, non mi fate dire il nome, ed è ovvio che non fosse frequentato da gente tanto raccomandabile, una sola sala giochi che ormai per noi ragazzini era inaccessibile perché luogo di spaccio e altre attività losche.

” E’ UN BUON MODO PER STRINGERE I CONTATTI E SALIRE QUALCHE GRADINO, DELL’INVISIBILE GRADUATORIA D’IMPORTANZA DELLA COMITIVA… UNA SPECIE DI CERIMONIA DI INIZIAZIONE, COMANDATO DAI PIU’ GRANDI ED ESEGUITO DAI PIU’ GIOVANI, I QUALI RICONOSCONO LA PROPRIA CONDIZIONE DI SUDDITANZA” Anche tu, come i giovani componenti della “Fossa”, nella vita sei dovuto scendere a compromessi pur di ottenere qualcosa che tanto hai desiderato?

La vita è un susseguirsi vorticoso di compromessi. Dalla nascita. Ad esempio dobbiamo scendere a compromessi tra le nostre capacità e ambizioni e il livello socio-economico in cui viviamo e di cui non abbiamo colpe né meriti. Diciamo che le uniche cose su cui non scendo a compromessi sono la mia onestà intellettuale e la mia integrità morale. Ergo, scendo poco a compromessi, preferisco risultate antipatico e scomodo, ottenere meno di quanto mi spetta, ma dire sempre ciò che penso senza remore. Ho vissuto la strada, e se scendi a compromessi per strada sei finito. Ma la strada insegna tanto. Soprattutto a non piegarsi mai.

Un finale inaspettato, che non riveleremo. Ma una cosa puoi dircela Daniele: hai in cantiere un altro progetto narrativo con cui sorprenderci?

Grazie davvero. Sto scrivendo un nuovo romanzo e conto di terminarlo il nuovo anno. È un giallo, ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto.

https://www.facebook.com/autore.danieleamitrano/

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