Invenzioni materne

Mio figlio a soli 5 mesi ha detto Mamma e a 8 mesi camminava. Ha messo subito tutti i denti e quando è l’ora di andare a dormire, si canta da solo, dolcemente, la ninna nanna. Adesso che ha un anno, possiamo comprargli la bicicletta perchè è un bambino indipendente, non gli piace stare seduto nel passeggino!”

A chi non è mai capitato di chiedere consiglio per sapere se il proprio figlio sta crescendo bene? E chi non ha avuto la sfortuna di incontrare mamme, che amano fare paragoni e gare su chi ha il figlio migliore. Io all’inizio ero un stalker seriale di mamme. Appena ne vedevo una, non facevo altro che stilare una lista di tutte le domande possibili che avevo, per poi sequestrarla e farmi risolvere i dubbi! A volte, le risposte erano illuminanti, altre invece, snervanti, peggiorando di più la mia ansia! Tipo: MA NON PARLA ANCORA? I DENTI NON SONO USCITI TUTTI? IL PANNOLINO NON GLIELO HAI TOLTO? SEMPRE CON IL CIUCCIO IN BOCCA STA?

Quest domande, mi sono state rivolte ancora prima del compimento dell’anno di mia figlia. In questi casi avrei avuto bisogno dell’ausilio di un manuale d’istruzione con guida completa, mese per mese, che spiegasse a queste mamme, tutto quello che i bimbi dovrebbero saper fare davvero, tanto da smentire le invenzione fantsmagoriche materne!

Andando a memoria direi che i primi mesi il neonato mangia, piange, fa il ruttino, dorme, mangia, sorride, fissa l’attenzione su un piccolo oggetto e poi….. dopo altri tre mesi quell’oggetto è tra le sue manine paffute, pronto per essere ingoiato! Dai 7 mesi in poi, il poppante diventa pericolosissimo. Inizia a bordeggiare, gattonare, mette tutto il biscotto in bocca e morde qualunque cosa, peggio del cane che sgranocchia le scarpe laccate, appena comprate. Dovrebbe saper fare “ciao ciao” con la manina e battere le mani e chi si rifiuta di salutare, lo fa perchè, sa già di non volere diventare un antropologo, ma l’eremita in montagna. L’eremita, quello che avrei voluto fare io quando le persone dicevano cosa dovevo fare con Sofia, senza conoscere il contesto e la storia. Quanti si arrogano il diritto di dire la loro? Sei brava, sei ansiosa, sei esagerata, sei distratta. Le mamme tra di loro dovrebbero essere meno cattive e tuttologhe e più sensibili nei confronti delle cosiddette puerpere. Tutte, la prima volta hanno avuto bisogni di consiglio e continueranno ad averne bisogno. Per quelle che si sentono migliori e perfette allora dico loro “Brave, buon per voi!” Io riderò delle loro invenzioni materne, e parlerò con le mie amiche di quanto l’istinto materno conti davvero molto!

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