Ferragosto con i figli

A Natale si fa il Presepe, a Pasqua si mangia la colomba e a Ferragosto che si fa? Con i figli, lo stereotipo del falò in spiaggia, si spegne.

Quello che si accende è l’inventiva delle mamme: organizzare una giornata diversa per festeggiare la fine dell’estate, in cui possono divertirsi anche loro. Come? Organizzare qualcosa a casa propria , o a casa di qualcun altro. L’importante è che ci sia abbastanza spazio esterno per far sfrenare i bambini. Il pensiero che unisce tutte le mamme è: l’unione fa la forza, insieme sarà piacevole trascorrere una giornata gestendo marmocchi!

Quando si arriva sul posto, i papà furbacchioni, con la scusa di accendere il barbeque, e la responsabilità del sostentamento della specie sulle loro spalle, non si allontanano dalla carne sulla brace. Mantengono quella postazione per tutto il giorno, rendendosi “impossibilitati” a controllare i bambini. Quest’ultimi, inizialmente non parlano tra di loro. Ognuno ha portato da casa la timidezza, che si manifesta proprio nel momento sbagliato! ( Come sempre, lo fanno volontariamente per mettere alla prova la pazienza delle mamme). Ma appena prendono confidenza, ecco che perdono ogni pudore e contegno. Chi con il bastone della scopa, per gioco, rincorre l’altro che retrocedendo cade sul muretto sbucciandosi un ginocchio. E la mamma mortificata giustifica il figlio“ scusate, a casa non l’ha mai fatto, non so cosa gli sia preso!” Chi mette qualunque cosa in bocca e i ripetuti NO dei genitori, non fanno altro che istigare il bimbo a continuare. Chi litiga perchè non vuole condividere il gioco. Chi non vuole mangiare a tavola e la mamma è costretta a rincorrerlo per tutto il perimetro del giardino per imboccarlo. E come una staffetta, è il destino che accomuna anche le altre mamme. Chi non mangia proprio e chi vuole dormire ma non riesce, perchè non è il suo ambiente. Chi rimane fino alla fine asociale e stretto alle gambe di mamma, e chi è il pagliaccio della situazione e vuole essere un piccolo adulto. Il momento della nanna, poi, si riconosce dalla sfilata di passeggini colorati, dondolati freneticamente dalle loro mamme, ormai esauste e affamate perchè non sono riuscite a completare nemmeno un pasto. E quando finalmente i piccoli si addormentano sfiniti, le mammine a passo di danza, esultano a bassa voce! Mentre sistemano il passeggino in una posizione strategica: in penombra, lontano dal tavolo per non far svegliare il piccolo dalle loro voci , ma vicino quanto basta per tenerlo sott’occhio, come dei mimi, fanno gesti di incoraggiamento alle altre, che ancora tenacemente, stanno cullando i figli. Sono speranzose di essere le prossime a sedersi a tavola con quelle già vittoriose, che stanno sorseggiando il loro bicchiere di vino. Il primo gustato della serata, con l’espressione in viso di chi vorrebbe dire “ Ah, me lo sono proprio meritato” !

In quest’atmosfera rilassante, ritorna la spensieratezza. Si fanno chiacchiere sciocche, discorsi che alla presenza dei figli non si affronterebbero mai , e fragorose risate. Un tuffo nel passato e si ripresenta vivido il flashback del falò in spiaggia. Ma la mamma torna alla realtà quando il suo sguardo si posa inevitabilmente sul piede del bimbo che fa capolino dal passeggino. “Si sta svegliando?” Si chiede. Ma la tenerezza di quelle piccole dita, le stringe il cuore. Pensa che tutto sommato, anche se non si trova sdraiata sotto le stelle con un bikini, con qualche anno in meno sulle spalle, il ricordo di quell’estate passata, viene soppiantato da questa serata incasinata. Un’occhiata complice tra mamma e papà e si avverte l’intesa di chi sa che, con l’arrivo dei figli, le esigenze cambiano, ma si sta bene ovunque quando sotto quel lenzuolino di cotone, sonnecchia il loro amore.

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